lunedì 23 ottobre 2017

2017: La cena in vigna, il white party, il drone e il matrimonio. Hai rispettato anche tu i canoni?

Il 2017 sta ormai volgendo al termine.
E l'italiano medio non ha perso occasione, nemmeno quest'anno, per confermare la sua mediocrità.
Tiriamo quindi le somme, stilando un breve elenco delle stronzate che tutti gli italiani medi hanno fatto durante quest'anno copiandosi e ricopiandosi come durante un compito in classe di matematica in seconda media.

1- Il drone.

Quest'anno tutti hanno comprato un drone. E ci hanno anche fracassato i coglioni con i loro droni.
I video di YouTube Italia 2017 partono tutti co' 'ste riprese dall'alto, manco dovessero fare un documentario e vendere il filmato a National Geographic. Che poi, come lo chiamerebbero? "Casale Monferrato da scoprire" o "Garbagnate Monastero: dall'alto sembra meno una cacata di paese"? Non so, io ne faccio volentieri a meno, ma evidentemente l'italiano medio proprio non gli sa resistere. 

2- Cena in vigna.

Ma cosa cazzo ti svigni?
Ma lo sai vero, brutto pezzente, che se hai 4 piante d'uva (che magari proprio tue, manco sono), non significa che tu sia un signore feudale del IX secolo e che nonostante tu ti senta tanto il Briatore dell'appennino tosco-emiliano, fare la "cena in vigna" risulterà una poracciata?
Ho visto grandi tavole allestite in mezzo a filari d'uva (del nonno), candele, tovaglie di fiandra, servizi di stoviglie affittate da catering e servizi buoni tirati fuori dall'armadio dei regali del matrimonio. Ho visto spendere più di quanto fosse possibile per essere all'altezza della cena in vigna fatta il mese precedente  dall'amico di sempre.
E niente. Continuate così.

3 - Il viaggio in Kenya/Giappone/Canada/Sudafrica/Grand Canyon

Perché il vero italiano medio, non va in vacanza se non si è prima ben informato sulle mete in voga per quella stagione. Così da poter andare a visitare il Grand Canyon (si perché lui non va in vacanza negli Stati Uniti, va nel Grand Canyon) e trovarci lì una famiglia di italiani intenti a pranzare con il ruoto di pasta al forno portato da casa, con l'ombrellone, le sedie pieghevoli e la radio.
All'italiano medio piace andare in vacanza e trovare altri italiani. E possibilmente in vacanza all'estero, cerca anche la gazzetta, grande luogo comune intramontabile.

4- Lo shabby chic.

Tutto ha un che di trasandochic con lo shabby chic, un po' alla derelicte di Zoolander. L'arredamento deve essere chic e country, opulento, ma un po' scartavetrato e polveroso e possibilmente lasciaci attaccata l'etichetta così si vede il prezzo.
La gente va a comprarsi questi oggetti in legno del peso specifico di una piuma, per poi rendersi conto  che attirano un sacco di polvere e che rendono la casa un'accozzaglia di stili diversi e che la cassettiera Malm di Ikea resta sempre la soluzione migliore.
Ma da dove arriva 'sta moda? Ma riprendetevela!


5- Servizio di animazione e babysitteraggio per matrimoni e feste

Ma io dico. Ma la finite di portarvi appresso i vostri bambini mocciosi da tutte le parti? Avete proprio rotto i coglioni. Ma è possibile non si riesca ad avere una conversazione tra adulti? Ma quando voi eravate piccoli, i vostri genitori vi portavano appresso ovunque e vi tenevano al centro dell'attenzione come fate voi con i vostri figli, rendendo imbarazzante qualsiasi forma di socialità over 30? Ma se vi invitano ad un matrimonio, non li potete lasciare a casa alla nonna, alla zia, alla baby sitter che vi pagate voi? No, dovete pretendere il servizio di animazione per i pargoli, perché ce li dovete avere sempre sott'occhio. Brutte psicopatiche maniache del controllo che non siete altro. 
E poi, ce la fate a dar loro una strigliata di quelle che li congelano fino al momento del dolce, come faceva mia madre col solo potere del suo sguardo immobilizzatore, o siete delle complete larve senza volto che assecondano i loro figli come delle deficienti?

6- White party.

Non festa in bianco nel senso che non concludi con nessuno. Peggio. E' una festa dove tutti sono vestiti di bianco.
Di bianco.
Ma cosa cazzo vi dice il cervello? Ma proprio di bianco dovevate fare 'sto party? Che poi il bianco ingrassa, ti evidenzia  l'ascella pezzata, ci devi mettere sotto le mutande color carne altrimenti ti si vedono, se hai il ciclo passi tutta la serata a chiedere alle tue amiche se ti sei sporcata e in bianco gli uomini italiani sembrano tutti dei narcotrafficanti sudati, con la panza.
E indovina da chi l'avranno copiata sta mentecattata? Dai telefilm americani, ovvio. Quindi giù di white party tutta l'estate sulle home pages di facebook. Benissimo. Anche il 2018, mi raccomando.

7- Barba e hipster.

Con queste avete davvero rotto i coglioni. Ma è possibile che adesso tutti abbiate la barba e vi vestiate come dei deficienti? Ma lo sapete alla voce hipster cosa dice Wikipedia? "In italiano talvolta tradotto come giovani anticonformisti o alternativi". Ma alternativi e anticonformisti de che, che siete tutti conciati alla stessa identica maniera? Avete tutti il pantalone a sigaretta con risvoltino, la caviglia scoperta, la scarpa classica senza calzino, la camicia, la bretella, il farallino, la barba, il capello alla Elvis e la faccia da stronzi. Ma vi rendete conto che vi si confonde, cazzo? Poi non lamentatevi se andiamo con un altro. Cazzo, siete tutti uguali, come vi distinguiamo???

8- Matrimoni.

I matrimoni del 2017 sono stati tutti la stessa identica cosa.
Visto uno, visti tutti.
Tutti con un tema o un colore predominante. Lo stile shabby chic. Le foto da mentecatti. La limousine. Despacito. L'angolo per le foto da mettere su instagram con l'hashtag del matrimonio. I baffi e gli occhiali di cartone attaccati alle cannucce. La ripresa col drone di tutti gli invitati fuori dalla chiesa. Gli stessi invitati vestiti come dei coglioni in barba, bretelle e risvoltini. La torta finta per le foto (finte). Le bomboniere inutili. La lista viaggio. La piscina. Il buffet. La wedding planner. Gli scherzi.
I matrimoni del 2017 sono stati un concentrato di tutti i topics precedenti, dimostrando di nuovo che l'italiano medio anche quando si sposa, lo deve fare con uno standard di qualità che non si discosti da quello di tutti gli altri italiani medi.


No all'avanguardia. Si al conformismo.














martedì 1 novembre 2016

Eroi invincibili

Allora. 
La fortuna è che in questi mesi mi trovo in Italia. Non so ancora se ci resterò o ripartirò. 
La fortuna è che do una mano ai miei vecchi con le loro cose: orto, bestie, casa, buttare via roba vecchia, fargli compagnia. 
La fortuna è che mi godo quel che mi è mancato per un bel po'. E cioè tutto questo.

La sfiga è che sono in lista di attesa per un intervento e guarda caso, il servizio sanitario nazionale funziona benissimo proprio quando non è necessario e quindi a giorni mi chiamano. 
La sfiga è che mio padre un intervento lo ha appena fatto. 
La sfiga è che non cammina. 
La sfiga è che gli si può rompere quel coso che gli hanno messo al posto dell'anca con una scorreggia di gallina. 

La sfiga è il terremoto. 

Non lo avevo mai sentito il terremoto, io. Fa paura da bestia, perché non è come la guerra: quella teoricamente, ipoteticamente, utopicamente, la puoi anche fermare. Il terremoto mica funziona che tutti decidono che deve smettere e quello smette. 
Ma la cosa che fa più paura è quando cresci e anche se nella vita non hai combinato un cazzo, ti tocca il passaggio del testimone: sei tu che ora ti devi prendere cura dei tuoi genitori. 
Non è che proprio non l'ho mai sentito un terremoto. Solo che quelli del 26 e del 30 Ottobre mi hanno devastata. Non per l'evento in se': sto con uno che i terremoti li studia, mi ha ben educata alla questione sisma. Ma per l'incolumità di chi ti sta vicino. Ed è qui che ti senti di dover diventare responsabile di quelli che per una vita sono stati i tuoi eroi invincibili: mamma e papà.
Così è stato ed è tutt'ora in queste ore di panico. Non lo fai, ma vorresti piangere un casino fino a farti venire il mal di testa e gli occhi gonfi. E allora "Papà, se ne viene una brutta ti prendo in spalla, in braccio, ti trascino. Non importa se ti spacco lo spaziatore, quello si rifà. Tu magari piglia qualche antidolorifico nel frattempo. Dormi vestito. Mamma, preparo lo zaino, ci metto le medicine del papà." 
...

Non fa per me. Io non ce la faccio. Anche se in questa casa niente è crepato e per ora il vero terrore è nel cuore dei miei compaesani pochi chilometri più a sud, non riesco a fare la doccia per paura di dover correre nuda ad aiutare i miei. Io lo so che crollo. Io ho ancora 8 anni e tengo per mano la mia mamma e la abbraccio e la bacio e piango perché voglio stare con lei e con nessun altro. Io ho ancora troppo bisogno dei miei eroi invincibili e questo fottuto terremoto doveva aspettare un po', almeno fino a quando mio padre sarebbe tornato a correre dietro ai fagiani e ai caprioli e a cristonarmi dietro che sono una pelandrona. 

lunedì 27 giugno 2016

Cicale e vento.


26 Giugno 2016. Il caldo torrido è arrivato da appena un paio di giorni in Italia, ma fortunatamente oggi si è alzato un tiepido vento che asciuga la pelle umida di sudore. Nel quieto e deserto paradiso in cui mi trovo momentaneamente, lo stridio delle cicale non riesce a mascherare il rumore della sfilata di auto che a cadenza ritmata, giunge al cospetto dell'unica dimora presente nelle vicinanze. 
Una dopo l'altra, con rispettoso silenzio arrivano dinnanzi al nostro cancello e fanno manovra, per risalire qualche decina di metri ed accostare sulla strada sterrata, di fronte all'ingresso della casa. Non riesco a vedere le persone che ne escono, ma le sento camminare con altrettanto silenzio e sparire nel giardino dei vicini, poi dentro la casa, poi più niente. 10 minuti al massimo. 15 i più temerari e poi di nuovo i passi dalla casa al giardino, all'auto e poi il motore li riporta via. 

Una coppia di tedeschi di mezz'età, senza figli, senza chiasso, senza storia. 
Arrivati qualche anno fa, quattro, forse cinque, hanno comprato e, con minuziosa cura, ristrutturato la casa qui a fianco, si vocifera ci sia all'interno anche una piccola chiesetta. 
Non si sono portati nulla della Germania, mai nessun parente, rari amici. All'inizio c'era un cane, evidentemente ora morto. Due gatti forse. Ma forse autoctoni. Una vita nuova da trascorrere isolati dal mondo, in un paradiso che ora gli apparteneva, con vicini saltuari ed immersi nella natura. 
Il posto perfetto per la vecchiaia. 
Lei dev'essere verso la fine di un cancro al cervello, lui l'accudisce. 
Per questo le auto. Vengono a visitarla, a trovarla per un'ultimo saluto, per curiosare, per vedere cosa vuol dire essere vicino alla fine. E scongiurarla per se stessi. 

Pensa che stronza la vita: a 60 anni molli tutto e tutti, vendi quello che hai, cambi nazione, cambi vita. Compri una casa, la sistemi, ti mantieni in forma facendo sport, lunghe passeggiate, mangiando sano, tagliando il prato, aiutando i muratori, rifacendo il tetto, il giardino, i muri, tutto. Finalmente finisci, te la godi due anni la nuova casa, da solo, senza nessun altro, senza legami, senza passato e senza storia.
E ti viene un cancro del cazzo.

Le cicale continuano a fare un gran casino, il vento soffia e noi facciamo anche la grigiata. 
Ma si sente che sta arrivando. Questione di ore, pochi giorni. 



martedì 24 maggio 2016

Fame di tutto


Preambolo: ho ritrovato questa bozza di post e la ripropongo nuda e cruda. Credo volessi creare una sorta di diario che registrasse il mio tentativo di smettere di fumare. Solo che lo ho abortito in poche ore. 
Alla fine del post seguiranno gli aggiornamenti sulla mia condizione.


Gennaio circa, un giorno imprecisato, Estero.

Si perchè io sono una fumatrice veramente per bene. Nel senso che chiedo se il fumo della mia sigaretta disturba in luoghi pubblici, non fumo se so che verrò a contatto con bimbi piccoli o donne incinte, evito di spipacchiare come una turca in presenza di chi non fuma, non impazzisco se non posso fumare per qualche ora a causa di particolari divieti. Ma mi piace fumare, da matti e da quasi venti anni, passando attraverso varie fasi: dal pacchetto abbondante al giorno, fino allo stabilizzarmi sulle 10-12 "paglie".

Ed al momento sono 48 ore che non fumo. 
E per ora senza grandi sforzi di volontà. 
Si, devo ammettere che la mia fortuna è l'essere una ipocondriaca del cazzo e la mia crisi pneumogastrocardiostomorendo, non si sa da cosa causata, casca proprio a fagiuolo. Mi spiego meglio: verso fine novembre, intenta in una sessione di step estremo nella speranza di perdere 15 kg in un paio di giorni, d'un tratto sento una specie di "CLACK" nel mio stomaco, direi più che altro alla bocca del mio stomaco. E da quel momento ho questo imbarazzante problema che on line viene chiamato col nome di "fame d'aria". Sostanzialmente mi sembra di non riuscire a respirare fino in fondo, di dover sbadigliare per incamerare più aria possibile e più ci penso più la cosa peggiora. 
Ora: in rete si trovano solo info che rimandano a problemi di ansia, ma io scialaquo. Al momento sono un pascià. Checcazzo di ansia posso avere?
E poi io ho sentito il "CLACK" a farmi pensare possa essere qualcosa di meccanico accaduto dentro il mio corpo. 
Quindi salta fuori una possibile ernia iatale. Ovviamente non grazie a visite mediche le quali hanno solo "confermato" che potrebbe essere un problema di ansia. Semplicemente grazie al maledetto Google. 
Quindi mi dico: smetto di fumare perchè sto morendo. Questa la mia autodiagnosi. 

Aggiornamenti
24 Maggio 2016, Italia.

Sarà ansia, sarà ernia iatale, sarà la vecchiaia precoce che incombe a 34 anni. 
Fatto sta che ancora non sono morta, ogni tanto ho lo stesso problemino e ho pure ripreso a fumare (presumibilmente 20 minuti dopo l'inizio di questo post, in Gennaio). 
Per chi fosse interessato, secondo me è ernia iatale. Anche perché prima e dopo i pasti aumenta il problemino "fame d'aria". 
Il prima mi fa pensare d'essere il cane di Pavlov. 
Tant'è che sembra essersi lievemente placato, ma sempre in allerta. 
Forse è ansia. Forse no. Il medico mi dice di si. Io però una bella gastroscopia me la vorrei proprio fare. Ma lui dice che sono una paranoica. 
Per ora sopravvivo. 
Il fatto è che se avessi solo fame d'aria almeno sarei un'acciughina ora. E invece no. Io ho fame d'aria ma pure di cibo. Sempre.







lunedì 28 dicembre 2015

PLANETARIA SILVERCREST (Lidl) - PROFESSIONAL FOOD PROCESSOR SKMP 1300 B3

[Aggiornamento al 31 Ottobre 2016: un anno dopo. La macchina resta fantastica. Lievemente rumorosa e se proprio dovessi trovarle una pecca, ci vorrebbe una tacca di potenza intermedia tra lo 0 e l'1, il che eviterebbe qualche schizzo qua e là in caso ci si dimentichi di posizionare il coperchio paraspruzzi. Per il resto va oltre le mie aspettative iniziali! ]




Ok, non c'azzecca niente sta recensione. 

Ad ogni modo..
Partiamo dicendo che questa planetaria, personalmente, è il TOP! 

Per onestà intellettuale devo ammettere che non ho precedenti esperienze circa planetarie varie, ma per le mie necessità  questa si sta comportando egregiamente. È vero che da diversi anni spulcio on line e tra negozi vari confrontando le specifiche di vari apparecchi simili tra loro e quindi sapevo già di necessitare di qualcosa superiore ai 700 watt, ma resto comunque una novellina a riguardo.

Acquistata il 30 Ottobre 2015 presso un Lidl olandese al prezzo di € 99,99 la macchina ha da manuale 1300 Watt (quindi direi un'ottima potenza) anche se nel cartellino, nel punto vendita, erano riportati 1400 watt e viene con:

- corpo macchina con scocca in plastica
- capiente bacinella in metallo (circa 6,3 l di capacità)
- 3 ganci (simil K, per impasti tipo pane/pizza e frusta per montare) in metallo 
- coperchio in plastica per evitare schizzi o fuoriuscite e coperchietto/imbuto da agganciare al coperchio per inserire gli ingredienti 
- frullatore (circa 1,5 l di capacità) da posizionare sulla parte alta del corpo macchina, dove spostando un coperchio del corpo macchina è presente un "aggancio" per lo stesso
- coperchio per il frullatore

Direi che come uso domestico è fantastica, soprattutto se siete amanti della panificazione. Per darvi un'idea, vi do una panoramica delle mie esigenze: 

Rinfresco il mio lievito madre ogni circa 4-5 giorni.
Quando panifico (spesso) faccio rinfreschi ravvicinati e lavoro sostanziosi  impasti (1400-1500 gr per volta): la macchina non si è ancora MAI surriscaldata. È capitato solo che dopo 40 minuti con impasti medio/duri (pane/pizza/panettone) fosse diventata leggermente tiepida. Oltre non saprei, non ho mai impastato oltre 45 minuti (e comunque sempre impasti impegnativi, non chiare d'uovo).
Faccio spesso dolci di ogni genere.
Utilizzo anche il frullatore sia per frullati che per maionese (anche se per questa prediligo il frullatore ad immersione), hummus, verdure cotte/crude.
Insomma, direi che come minimo, una volta al giorno la uso. 
Ma per farvi capire quanto sia soddisfatta vi dico che a novembre l'ho inaugurata facendo due volte il panettone (chi sa di cosa parlo capirà che si può fare solo con la planetaria praticamente) ed entrambe le volte è venuto una favola. Poi sono tornata in Italia portandomi dietro il lievito madre convinta che facendomi prestare la KitchenAid Artisan di mio zio, il mio panettone avrebbe avuto un gran successo. E invece un flop clamoroso! Solo mettendo "le mani in pasta" ho capito quanto sia solo una questione di marketing o di nome del brand, perché in realtà la KitchenAid di mio zio aveva solo 315 watt di potenza (immagino che le pro abbiano miliardi di watt, ma chi si immaginava che KitchenAid non fosse a priori una garanzia di mostruosa potenza?): dopo i primi 5 minuti di impasto il motore ha cominciato a surriscaldarsi terribilmente emanando una puzza di bruciato pazzesca. E panettoni buttati! 
Ovviamente tornata in Olanda ho provato di nuovo a fare due panettoni insieme, con la mia amata SilverCrest e niente, non c'è storia: sono venuti di nuovo una favola. 

Vorrei precisare che la scocca esterna in plastica non ritengo sia propriamente una nota di demerito: io perlomeno riesco a sollevarla agevolmente per pulire il piano di lavoro. Ho invece trovato la KitchenAid molto più pesante. È sicuramente vero che sarà meno robusta di quest'ultima, ma per costare 100 euro da qualche parte avranno pur dovuto tagliare. 

Dopo due mesi pieni di costante utilizzo posso solo consigliarla vivamente. Non so se allo scadere della garanzia, col mio regime sarà ancora in vita, ma se non dovesse essere, per il prezzo direi che ne è valsa comunque la pena, perché le prestazioni sono elevate. 
Quindi, se Lidl Italia la ripropone, dato che se non sbaglio in passato hanno fatto uscire un modello simile, accattatevilla!




domenica 27 dicembre 2015

Il parente di merda.

Dopo più di un anno rientro a casa per il matrimonio del fratello che si era da tempo dato per "sentimentalmente spacciato", ma che evidentemente "c'è speranza per tutti". 
Ed io sono felice? Oh certo che sono strafelice. Sono felicissima per lui, per la sua futura moglie che ancora non conosco, per il fatto che rivedrò dopo così tanto tempo i miei genitori. Sono così felice che non sto nella pelle. 
Ma?
Ma porcoggiuda sono la solita stronza egoista che si fa sopraffare dalle paranoie. Anziché pensare all'eccitazione che proverò nel vedere il mio fratellone preferito nel giorno che coronerà la sua nuova vita, anziché pensare a che gli sarò testimone di questo nuovo amore, anziché pensare che riabbraccerò i miei genitori (cioè: per il primo mese dopo la notizia è stato così in effetti) ... a checcazzo penso? "Minchia, i soliti zii stronzi mi faranno per l'ennesima volta qualche battutina stronza sul mio stronzissimo peso". 
Sì perché nella vita di ogni cicciottello/a c'è sempre il parente di merda che ti chiede se sei ingrassato/a prima di chiederti se stai bene. 
E io da brava ragazza da una vita in sovrappeso, non riesco a non fantasticare sui possibili modi di ucciderli moralmente con le mie taglienti e fulminee risposte. Che però non arrivano mai quando ti servono. Perché ogni volta resto di stucco ed imbambolata senza riuscire a proferire parola, lacerandomi il petto di dolore con un forte desiderio di sparire nel nulla. 
Ma come cazzo è che esistono ancora persone che rompono i coglioni a una 35enne, circa i centimetri di circonferenza dei suoi fianchi ridicolizzandola irrimediabilmente (spesso davanti ad altre persone) come se avesse 12 anni e di conseguenza umiliando e rendendo insignificante il suo essere cresciuta e donna? 
Ma soprattutto: come cazzo è che a quasi 35 anni, con una vita lontana, un compagno, un'esistenza adulta insomma, io riesca ancora a sentirmi una scialba merda insulsa, in grado di mortificarsi e piangere ancora come una bambina per parole sterili buttate al vento con scarsa empatia? 
Devo essere proprio una sociopatica sfigata. 
Mi sono detta: "ehi, brutta idiota che non sei altro! Smettila di fasciarti la testa prima del tempo con queste inutili scenate da <<oddio non riesco a respirare, mi manca il fiato, sto soffocando, morirò>>! Attendi di vedere com'è la situazione. Del resto potrebbero anche essere diventati tutti intelligenti e aver imparato non solo a farsi i cazzi propri, ma anche ad essere persone sensibili..... .... ... ..

giovedì 23 luglio 2015

Imparo, imparo, imparo. Un cazzo.

Ve lo ricordate Kintaro Oe? Cos'era? Un anime, un manga? Non lo so io non ci capisco niente di robe giapponesi. Però ogni tanto, da ragazzina, guardavo il cartone animato iper censurato su mtv ed ero affascinata da 'sto Kintaro che ogni tre per due cambiava lavoro, dopo aver appreso l'apprendibile (non prima d'aver soddisfatto cape e/o colleghe). E andava in giro (suppongo) per il Giappone, con la sua bici dicendo "Imparo, imparo, imparo" e cercando di puntata in puntata un nuovo impiego e nuove cape tettone da sollazzare. Beh, trovo bellissima l'idea di imparare il più possibile di un mestiere, per poi trovarne un altro da cui trarre nuovi insegnamenti.

E qui la storia si ripete: mi sono licenziata.
Di nuovo. 
Cazzo che furbona che sono. Niente. È più forte di me: dopo al massimo 18 mesi devo cambiare. O sclero. Solo che stavolta non ho imparato un cazzo. Oddio. Potrei elencare diverse cose apprese, soprattutto cosa evitare circa il popolo olandese, ma di questo ne ho già parlato a grandi linee nel post precedente.  
Il problema non è tanto cosa ho imparato o meno (e quindi quanto tempo ho mal utilizzato della mia vita), bensì che cazzo di problema ho? Perché mi licenzio sempre? Soprattutto: perché quando vedo avvicinarsi la fine del contratto (anche se quasi certa del rinnovo), trac, do le dimissioni? Mi sembra di essere tornata indietro di 15 anni, quando mollavo io i miei "filarini" per paura che mi mollassero prima loro. 
È vero, questo lavoro mi ha distrutta, sfruttata, fatto mettere su parecchi chili e sballato completamente il ciclo sonno-veglia (con conseguente costante stato umorale di premestuo ). E sostanzialmente mi sono licenziata per queste motivazioni. Ma non so comunque, in caso contrario, se avessi continuato. Ho paura che 'sta storia dei 18 mesi si ripeterà a vita. Ma quando avrò 50 anni, chi mi si inculerà più per soli 18 mesi?

sabato 11 luglio 2015

Olandesi.

Doverosa premessa. 
Questo post riflette le mie personalissime opinioni ed esperienze. Non significa quindi che qualunque olandese sia di cosí bassa levatura. Non significa nemmeno che ogni olandese sia spiacevole. Come scritto, vivo in un posto molto molto chiuso e piccolo, a sè rispetto al resto d'olanda, dove forse è più facile trovare queste tipologie. 

Io (come diceva De André) mi innamoravo di tutto. Perchè in fondo, sotto la scorzaccia rinsecchita da limone dimenticato nel frigorifero per un mese, sono una romanticona che ama sopravvalutare le persone. 
Poi però un bel giorno, satura di stronzate, accade che realizzo che popolo di merda sia quello olandese. Non intendo generalizzare, anche perchè non vivo nel centro di una grande città multietnica e ripigliata, bensì in un vero e proprio buco di culo isolato dal mondo. Ma dove proprio per questo, credo che dell'olandesità sia pregna anche la sabbia. 
Da dove partire? 
Dal fatto che siano degli egocentrici sboroni convinti che i loro frikandellen fritti siano lo snack migliore da somministrare ai loro non vaccinati bambini?
O da quanto siano grezzi e chiassosi (sia per tono di voce che per rutti e peti)?
O forse potrei accennare al fatto che non abbiano filtri di alcun tipo in grado di connettere cervello e bocca (dato per buono che avendo anatomia umana, posseggano anch'essi un cervello), per cui spesso e volentieri sentono la necessità di dar aria alla bocca come fosse un finestrino da abbassare in un afoso pomeriggio estivo. E se vi offendete sono cazzi vostri, perchè loro sono fieri di dire ciò che pensano. Ma se lo fate voi, siete i soliti italiani mafia-aglio-pummarola. 
Aglio? Mi hanno rotto il cazzo con questa storia degli italiani-mangia-aglio. Gli olandesi ficcano aglio spremuto, intero, a fette ovunque. E molto. E ancora oggi. Mentre noi idioti abbiamo smesso di inondare tutto di aglio quando hanno inventato i frigoriferi, per cui non è stato più necessario coprire il sapore di cibi pressochè avariati con un gusto così forte. 
Che dire quindi della loro tradizione culinaria? Nulla. Il vuoto cosmico. Non ne hanno una. A parte friggere tutto e cospargere il pesce di burro (dopo averlo fritto. Possibilmente nell'olio di palma).
Non dimentichiamoci che alcuni sono dei veri e propri modelli da NON imitare di razzismo moderato. Nel senso che appena arriva qualcuno che non è olandese, gran sorrisi. Appena se ne va, corrono quasi a lavarsi. 
Lavarsi. Non posseggono un bidè o bidet come cazzo si scrive. Non ne vedono l'utilità e non sono nemmeno interessati ad approfondire la questione. Non oso immaginare che intenso profumo d'amore durante i loro momenti di intimità. 
Le donne, se non richiesto da uno specifico quadro clinico, partoriscono in casa con un'ostetrica. In casa. Nel 2015. Certo, poi per una settimana hai una balia che ti lava anche le mutande, ma...perchè? E ovviamente se vuoi partorire in ospedale, paghi. Perchè qui funziona come negli Usa e c'è l'assicurazione sanitaria, quindi gli "extra" come un parto come dio comanda, te lo paghi privatamente. 
In ultimo (ma non credo in quanto scrivendo di getto chissà quante altre chicche avrò dimenticato), uscire con un olandese non lascia vie d'uscita se non il vomito. Perchè loro non escono per un evento, un party o una sagra. Loro colgono la scusa dei suddetti per frantumarsi il fegato di birra. E ci goooodono. E ne trangugiano a litri, te la offrono, te la rioffrono e si incazzano se dopo due litri dici "no basta, grazie o sbocco". A loro non frega un cazzo che fantastico gruppo musicale suonerà stasera o se il re è venuto in visita. Deve esserci quella stracazzo di maledetta birra (oltretutto è nella norma denigrare le diverse tipologie a favore di Heineken, Bavaria o Palm. Ma credo semplicemente perchè sotto sotto non ci capiscono un cazzo) e tra un rutto e l'altro, cosa diamine gli dice il cervello, cominciano a lanciarla in aria addosso a tutti. E quando infine sono ubriachi marci, cominciano ad abbracciarti e a tocchicciarti tutto, a sbiascicare parole sconnesse sputazzandoti in faccia, a causa della pronuncia a gargarismo delle loro "g" e "ch". 

domenica 8 marzo 2015

Più doppio????

È vero, sono una rompicoglioni. Parlo io poi che ogni tanto fatico ancora a non usare l'articolo determinativo davanti ad alcuni nomi propri di persona. Ma "doppio" o "più doppio" per indicare lo spessore di una qualsiasi cosa proprio non si può sentire. 

Doppio significa due volte. E ragionandoci posso anche arrivare a capire che con la tua frase "No, a me non piacciono le tagliatelle normali, preferisco quelle più doppie" intendessi dirmi che preferisci le pappardelle, ma non è più logico dire "No, a me non piacciono le tagliatelle normali, preferisco quelle più spesse"???? 
Non sarò una cima con l'italiano, ma 'sto modo di dire non l'ho mai sopportato e forse è anche grammaticalmente scorretto, ma in realtà non ne sono certa. Analizzando il significato del termine doppio, potrebbe avere un suo senso. 

Ma che senso dimmerda. 

Se poi  doppio viene accompagnato da più, lammerda raddoppia. È piùddoppia!

lunedì 2 febbraio 2015

Eco/bio/veggie/vegan PER FORZA.

Cheppalle.
Veramente, cheppalle! Facebook, instagram, twitter, youtube. Tutto è invaso da questa moda salutista/ecobio/vegan/veggie/muorisemangianimali/muorisemangiunbuondímotta. E stamane facevo una riflessione che ho poi postato su facebook (ma che evidentemente dati i miei contatti non ha riscosso molto successo): vegetariani, vegani! state distruggendo la tradizione culinaria regionale. Ora. Io non mi nutro di molta carne, prediligo i vegetali e in passato sono stata vegetariana per più di dieci anni. Ma adoro cucinare. Aaaamo stare ai fornelli, amo la panificazione, amo il cibo. E ultimamente leggo un sacco di posts del tipo: "ricetta delle lasagne con ragù di germogli di frutto del benessere del Nepal, alla bolognese", oppure "polenta e osei di tofu", o "tiramisù senza uova, senza latticini, senza zucchero". Eccheccazzo! Fattele 'ste cacate, ma smettila di postarle. E soprattutto smettila di continuare a mettere links in cui si elencano i 10 alimenti bianchi più nocivi per la salute, o che descrivono come sia migliore l'alimentazione di un vegetariano o ancora che raccontano passo passo le ricette della nonna deprivate del loro ingrediente principe: LO STRUTTO (si perchè la nonna un pò di strutto ce lo ficcava ovunque)!
Io non vado postando ricette alternative per fare il seitan in casa con la pancetta, o per preparare veganschnitzels di uova, formaggio e salsiccia. Non mi permetto nemmeno di prendere in considerazione le motivazioni che si celano dietro ad uno stile di vita, perché sono tutte personali ed intoccabili. Ma sta cominciando ad infastidirmi questo voler a tutti i costi essere "eco", "etici". Lo so anche io che il cibo biologico è qualitativamente migliore nonchè più salutare (ciao) del cibo da discount. Santo dio ho vissuto i migliori anni della mia vita con ortaggi coltivati e animali allevati nel rispetto della coltura biodinamica da mio padre in persona. Ed ora che vivo in questo paese di merda dove sa tutto di acqua e amuchina me ne rendo conto ancor di più. Perchè poi dal bio si sfocia subito nel veggie/vegan/rowfoodPerForza.
E a me, ha veramente fracassato le palle vedere gente che si mangia le peggio merde imbustate della coop da una vita o che non viveva senza grigliatona settimanale fino a ieri, diventare di punto in bianco vegan-tuttologi del cibo salutare perchè va di moda.
A me sembrano tutti un gregge di pecore (vegetariane).

lunedì 12 gennaio 2015

Recensioni.

Calma piatta sull'isola. Finalmente i teteschen sono tornati a casa loro (perchè questa è per loro un po' come per noi le nostre Capri o Elba) e io "patisco" la bassa stagione e mi "godo" un po' di relax. Troppe virgolette in un'unica frase. 
Ovviamente la tempesta continua. 
Stavo valutando il fenomeno youtube e le varie fashion guru che recensiscono prodotti di "schincherrr" come dicono loro. Io potrei aprire una rubrica e recensire maionesi. Perché io AMO la maionese e qua te la tirano dietro. Solo che mediamente qui va molto quella dolciastra mentre io adoro quella limonosa. Se le aziende mi inviassero aggratis maionesi da recensire ne sarei lieta. Oppure potrei recensire salviette umidificate che uso per pulire il culetto della cana. 

sabato 10 gennaio 2015

Storm 2.0

Bene, si preannuncia un altro week end di tempesta sull'isola. Ricordiamoci che ora ho la cana. Che quando deve fare la cacca durante una tempesta finisce sempre per perdere l'equilibrio causa folate di vento e pesta irrimediabilmente la sua santa merdina con le sue zampette maleodoranti. Si perché le puzzano le zampe di piedi. Di formaggio proprio. Per non parlare di quelle pieguzze che si ritrova sul muso tipiche dei bulldog francesi: gorgonzola allo stato puro. 
Sarebbe perfetta da posizionare sul centro del piatto da portata di una fumante polenta uncia. 
Ecco adesso diventerò monotematica come tutte quelle fashion bloggerzz che figliano e cominciano a parlare solo del loro pargolo, della vita da mamma, di pannoli e pappe. Si. Lo farò anche io. 


venerdì 9 gennaio 2015

Sono mamma!

Che figata la tecnologia. Mi era morto il mio vecchio Iphone e me ne sono presa uno nuovo. E quindi ora posso anche scrivere posts da questa macchinetta fichissima. In realtà credo avrei potuto farlo anche prima, ma lo schermino era troppo piccolo.
Essendo io un prototipo di umano che passa di palo in frasca svariate volte nel corso di una conversazione, non sarò da meno nemmeno qui.
Ho un cane. Cioè a casa mia in Italia ne ho diversi, rimasti con i miei genitori per questioni di taglie e spazio. Dopo svariato tempo passato a pensare al fatto che qua il tempo fa cagare 6.5 giorni su 7, che non c'è niente da fare, che d'inverno il sole sparisce alle 4 del pomeriggio e che la desolazione imperversa in ogni dove, è giunta una cucciola di bulldog francese ad allietare queste tristi giornate plumbee.
Mai scelta fu più sensata. Abbiamo svoltato. Al di là del fatto che è una presenza costante in mezzo alle palle da mattina a sera, è proprio simpatica. In passato ho avuto una bulldog inglese, ma questa zozzona è una forza della natura. Instancabile, rompipalle, dolce, frignona, cacona, scoreggiona, amorevole, attenta, bellissima, calda come un pigiamino di flanella.
Ne sono talmente innamorata che le dico di averla partorita io stessa.
L'unico inconveniente (a parte le puzzette) è che si mangia un bel pò di cacche in giro e si è presa la giardia. Parassita merdosissimo, ma che abbiamo debellato (a fatica). 


sabato 18 ottobre 2014

Anima fragile (credits Vasco)

E la vita contiii....nuá dice Vasco Rossi.
Anche se a me Vasco Rossi fa un pò cagare. Ma soprattutto al momento mi fa cagare questa vita mediocre, alla quale mi accodo senza troppe pretese perché troppo pigra ed esausta per tentare (invano) alcun misero cambiamento. "E allora checcacchio vuoi?" mi dico io? Ma niente, non voglio proprio niente. No, cazzata. Vorrei vegetare sul divano fino ad esalare il mio ultimo respiro, circondata solamente degli affetti più cari: birra, cibo fritto precotto surgelato, maionese, nutella per spezzare la monotonia del salato e una sigarettina per digerire. E da capo. Ovviamente avrei bisogno di Netflix. Maledetto Netflix è diventato una droga. Tu gli chiedi qualcosa e lui ce l'ha. Mi sono addirittura rivista quella trashata di "teeth" (se volete vedervi un film veramente trash su una con la vagina dentata, cercatelo: è tremendo).
Sto divagando per non ammettere che mi viene da vomitare in questi miei panni. Soprattutto se penso che tanto ormai nessuno mi salverà mai più. 
Comunque due canzoni di Vasco le adoro: la nostra relazione e anima fragile. E la seconda mi riporta alla mente quanto ero fica e tosta a 18 anni. E che a 18 anni non tornerò mai più.

lunedì 22 settembre 2014

Mai abbassare la guardia

Io ci stavo bene a casa mia. Beh, a casa dei miei. Con i miei.
E invece mi sono detta che ormai era ora di fare un passo in avanti, di smettere di avere sempre paura delle persone e di cominciare finalmente a considerare l'eventualita' di tornare ad avere fiducia in qualcuno. Del resto dopo sei anni uno si fa una vaga idea se di una persona si puo' fidare o meno, no? Cazzo, mica si tratta di sei mesi. E invece SBAM!
"Brutta cogliona, cosa hai abbassato a fare la guardia?".
"Chi e'? Chi sei?".
"Come chi sono, razza di idiota. Sono la tua autostima".
"Ah, perche', ci sei anche?".
"Si, imbecille. C'ero. Ora mi ti sei giocata come ad una mano a bestia. Hai puntato troppo e hai perso troppo. Io ti avevo detto di non fidarti, ma tu invece hai fatto di testa tua <<perche' cicci' e cocco', ho bisogno di fidarmi di nuovo di qualcuno, in fondo questo e' a posto>> e adesso non solo sei al punto di partenza, ma sei anche nuda come un verme! Arrangiati, ti avevo detto di non fidarti di nessuno, ora sono affari tuoi".
"Ma io adesso come faccio?".
"... ... ...".
Si perche' bene o male e' questa la conversazione che ho nella mia testa tra me e me.
Esistono persone che dicono di avere poca autostima, poca fiducia nel prossimo e verso se stesse, ma che tutto sommato si comportano in modo tale da stare bene e sbattersene in generale un po' di tutto e tutti.
Esiste poi quella categoria di persone che non sbandiera ai quattro venti le proprie debolezze, ma che in effetti conduce un'esistenza faticosa, all'insegna del pessimismo, della negativita', della sfiducia e della paura. Il piu' delle volte non credo che nascano cosi'...come dire, sfigate. E' che ci diventano per una serie di motivi e cause concatenate che le portano inevitabilmente a patire il vivere. Poi 'sti sfigati incontrano qualcuno. Eh, per forza. Prima o poi la incontrano l' agognata "anima gemella". Ma soffrono. Soffrono perche' hanno paura. Perche' non si fidano. Perche' non credono in se stessi. Perche' sono stati tante volte feriti, abusati, violentati, mangiati, picchiati, derubati, sporcati, spogliati, disprezzati. Fino a quando decidono che e' giunta l'ora di riemergere, perche' ormai sono "grandi" e sicuramente alla prossima inculata avranno le spalle abbastanza larghe da farsi scivolare tutto e ricominciare da capo. E invece succede di nuovo. Ferite, abusi, violenze, morsi, percosse, scippi, sporcizia, denudamenti, disprezzamenti. Un deja vu. E si sentono mancare la terra sotto ai piedi, perche' si rendono conto tutto d'un tratto che le spalle non ce le hanno affatto larghe. Che sono di nuovo da soli a soffrire e rimuginare, aspettando semplicemente che quella tenia cominci a divorarli da dentro, sperando solo di scomparire il piu' velocemente possibile.

Poi arriva l'incertezza. Perche' quando svanisce l'effetto del trauma iniziale ci si prova razionalmente a domandare se in parte non sia tutto dovuto alle proprie ataviche problematiche. Ma resta un'incertezza. E se non vuoi buttare via tutto, con l'incertezza ci devi convivere. E decidi che vale la pena di stare li a tormentarti per chissa' quanti altri mesi o anni, cercando con fatica di ricominciare tutto dall'inizio e pregando di non essere di nuovo inculato. O di non esserlo mai stato.
 

giovedì 19 giugno 2014

Aggiornamento e sorrisi.

Aggiornamento freddo.
Siamo ormai giunti ben oltre la meta' di Giugno e il clima qui (per me) e' quello del nostro marzo. Ma il marzo pazzerello di una volta. Quello dove vai ancora in giro con la giacca.
Loro invece (gli autoctoni) sono in infradito. E ovviamente non mancano di deridermi bonariamente quando vedono tutti i miei strati durante la vestizione/svestizione per raggiungere o abbandonare un luogo. Ma io che devo fare se sento freddo?
Ma diamo a Cesare quel ch'e' di Cesare. Ci sono state delle splendide giornate. Fredde, ma splendide. Sono nati gli agnellini, sono anche cresciuti e li hanno pure macellati (buoni in effetti). I campi si sono riempiti di fiori tipici e il mio micro balcone e' diventato una selva. Si perche' sto tentando di far crescere dei pomodori in vaso. Un'autoctono mi ha detto che e' praticamente un successo se qui di sei piante mi crescera' un pomodorino raggrinzito. Vedremo.
Ad ogni modo per non farci abituare troppo alle splendide giornate di cui sopra, oggi il tempo fa schifo.
Lavoro.
Ovviamente non faccio quello che facevo prima, ma almeno porto a casa qualche soldino (come direbbe la mamma).
Ammetto di non essere affatto dispiaciuta per il cambio drastico. Non sento la mancanza dello stress, dell'ansia, del portarmi a casa le angosce lavorative, o meglio il classico "burnout" dei lavori inerenti al sociale. Sono probabilmente molto egoista in questo periodo della mia vita, ma devo dire che non me ne frega nulla. Mi sento molto rasserenata dal non dovermi piu' portare dentro quel gran peso.
Qui sull'isola la gente e' davvero cordiale. Non so se sia una facciata o se il fatto che "siamo tutti sulla stessa barca" valga sul serio (del resto quest'isola e' grande quasi come una barca). Devo ancora scoprirlo. Fatto sta che con me sono davvero tutti molto gentili. Sara' che noi italiani sorridiamo sempre, sara' che loro rispondono semplicemente al nostro sorriso.

PS: FORZA PIRLO!

venerdì 6 dicembre 2013

Storm

Questa e' la seconda tempesta che mi becco da quando sono qui. Della serie vento a 90-100 km/h con raffiche anche di 130. Un vero spasso (ironia). Non c'entra niente con i venti italiani, tipo la famigerata bora triestina. Qui sono 48 ore che tira costantemente un vento della madonna. La volta scorsa ha fatto parecchi danni e ci dev'essere pure scappato il morto. Ad ogni modo tutte le giacche che mi sono portata dall'italia non servono ad un fico secco, perche' i piumini belli cicciuti che da noi sembrano antipioggia, qui non hanno alcun potere idrorepellente, perche' anche se ce l'avessero, la potenza del vento qui e' tale che appena due gocce di acqua toccano la superficie del piumino, ella ti soffia addosso talmente forte da spingere letteralmente all'interno della giacca l'acqua, vanificando qualsiasi effetto waterproof posseduto dal capospalla. E in 20 secondi ti senti persino le mutande zuppe.
Non sarebbe una problematica d'importanza nazionale se non fosse che mi ritrovo ad andare in giro come una barbona imbacuccata e farcita come uno gnocco ripieno di giovanni rana. E cosi' imbottita, se faccio 4 passi sudo. Se mi fermo mi infreddolisco. Se mi infreddolisco mi viene la tonsillite. Se mi viene la tonsillite qui gli antibiotici non te li danno (si perche' guariscono tutto con l'ibuprofene). Dio che circolo vizioso da perfetta ipocondriaca.
Missione del week end: acquistare un vero piumino waterproof per il quale non mi debba svenare.

giovedì 17 ottobre 2013

Italia

Finita l'estate. In realta' per me e' finita da mollllllto prima del solito. Gia' perche' mi sono momentaneamente trasferita in una gelida e desolata isola del Mare del Nord. E qua non fa altro che tirare vento, piovere e fare freddo. Oltretutto questa landa desolata non ha una gran densita' di popolazione. O di attivita' commerciali. O di qualsiasi cosa. Per sette km ho il nulla cosmico. In compenso, facendo cosi' freddo, ci sono le cibanze tipiche dei paesi nordici: burro, margarina, burro fuso in barattoli, in tubetti, spalmabile, a fiocchi, in busta, in vetro, in latta. Ho la pelle talmente intirizzita dal vento che credo mi spalmero' della margarina liquida in faccia.
Per andare in "terraferma" bisogna prendere un traghetto. Che passa una volta l'ora dalle 7 alle 20. Poi di nuovo il nulla cosmico. E se ti senti male di notte e devi andare in ospedale, sappi che l'ospedale e' in terraferma. E se hai urgenza di andarci devi sganciare un sacco di dindini per una corsa extra col traghetto. Checculo e'? Oltretutto poi in ospedale paghi le prestazioni mediche.
Dopotutto l'italia non e' poi cosi' male, via...

lunedì 8 luglio 2013

Herpes!

E la prova costume arriva inesorabile. Ti colpisce ad un fianco, ma non la senti perche' hai il fianco adiposo. Allora lei ti colpisce piu' forte e stavolta te ne accorgi, solo che sobbalzi e fai cadere l'insalatina del crispy mc bacon che ti stavi trangugiando, sporcandoti di maionese lo spinnaker che usi come copricostume. Si. Cosi' mi ha colta la prova costume quest'anno. Come tutti gli altri anni, del resto. Ma chissenefotte.
Parliamo di cose serie. Come ogni donna che si rispetti, sono affascinata dal mondo del make up. Solo che io ne sono ossessionata da quando ho memoria. Ho trucchi ovunque. Credo sia una forma di compulsione e ritengo di dovermi disintossicare, un giorno. Io non acquisto trucchi. Io li accumulo. Costosi, economici, inutili, fondamentali, ecobio, sintetici, cinesi, home made, sgargianti, soft. Ne ho di ogni tipo. Ne conosco le composizioni, le precise sfumature, le texture. E di alcuni addirittura a memoria, solo evocandone i nomi.
E riesco ad accorgermi se qualcuno ha infilato le mani nei miei cassetti a primo sguardo, nonostante abbia una infinita' di prodotti.
Ogni volta che quell'idiota (scusate il francesismo) di mia cognata viene in trasferta qui' dal profondo nord, mi sparisce qualcosa. E puntualmente la ritrovo fra le sue cose (quella lurida cleptomane psicopatica!!!). Ebbene, ho imparato che quando la strega ci viene a fare visita, io devo far sparire tutto. Perche' quanto lei e' cleptomane, tanto io sono gelosa dei miei trucchi. Ma nelle ultime occasioni ho lasciato alle sue astute manine cimeli che avevano almeno 20 anni di eta', i quali non ho piu' potuto usare perche' mi provocavano eritemi e sfoghi, probabilmente a causa dei conservanti scaduti.
Ovviamente i cimeli sono spariti.

Spero che le sia venuto un herpes e le sia  migrato fino al culo!

sabato 22 giugno 2013

Boy Toy

Occhei, e' ufficiale. Il caldo e' finalmente arrivato. Il problema e' che la prossima settimana le previsioni hanno messo un tempo dimmerda. Ciononostante mi precipitero' in spiaggia ad ogni sprazzo di sole.
Dopo l'arrivo della liquidazione ho praticamente smesso di cercare lavoro. Non perche' io abbia ricevuto chissa' quanto, semplicemente perche' mi sono rotta le palle di fare colloqui vergognosi o leggere annunci ambigui. Ho deciso di lasciar passare l'estate e di ripensarci a settembre. Per inciso, con il mio tfr non mi ci pago nemmeno una vacanza di quattro giorni a Formello.
Stasera sono uscita con un'amica e abbiamo gironzolato tra negozi pronti per le aperture serali estive e caipiroske varie. Poi siamo andate a sentire suo fratello che suonava in una rock band di paese. E a parte il "cheffighiicomponentiventennidellaboybanddipaese" mi sono tracannata un bel po' di alcool. Non quello per fare i liquori. Tantomeno quello rosa per pulire i pavimenti. Qualche cocktail, qualche birra. Mi viene in mente "Cocktail", il film con Tom Cruise. Quanti anni aveva in quel film? 18? 20? Boh. Tipo i "componentifighidelgruppettodipaese", credo. Oh mio dio, sto seriamente pensando a dei ventenni come ad esseri sessualmente appetibili? Si. Dev'essere la crisi: colpisce ogni ambito.
Ma i boy toy quanti anni hanno? Devo assolutamente trovarne uno. Che cucini, passi l'aspirapolvere e che mi ricordi di chi e' il compleanno senza che debba ogni giorno andare a controllare su facebook.