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lunedì 27 giugno 2016

Cicale e vento.


26 Giugno 2016. Il caldo torrido è arrivato da appena un paio di giorni in Italia, ma fortunatamente oggi si è alzato un tiepido vento che asciuga la pelle umida di sudore. Nel quieto e deserto paradiso in cui mi trovo momentaneamente, lo stridio delle cicale non riesce a mascherare il rumore della sfilata di auto che a cadenza ritmata, giunge al cospetto dell'unica dimora presente nelle vicinanze. 
Una dopo l'altra, con rispettoso silenzio arrivano dinnanzi al nostro cancello e fanno manovra, per risalire qualche decina di metri ed accostare sulla strada sterrata, di fronte all'ingresso della casa. Non riesco a vedere le persone che ne escono, ma le sento camminare con altrettanto silenzio e sparire nel giardino dei vicini, poi dentro la casa, poi più niente. 10 minuti al massimo. 15 i più temerari e poi di nuovo i passi dalla casa al giardino, all'auto e poi il motore li riporta via. 

Una coppia di tedeschi di mezz'età, senza figli, senza chiasso, senza storia. 
Arrivati qualche anno fa, quattro, forse cinque, hanno comprato e, con minuziosa cura, ristrutturato la casa qui a fianco, si vocifera ci sia all'interno anche una piccola chiesetta. 
Non si sono portati nulla della Germania, mai nessun parente, rari amici. All'inizio c'era un cane, evidentemente ora morto. Due gatti forse. Ma forse autoctoni. Una vita nuova da trascorrere isolati dal mondo, in un paradiso che ora gli apparteneva, con vicini saltuari ed immersi nella natura. 
Il posto perfetto per la vecchiaia. 
Lei dev'essere verso la fine di un cancro al cervello, lui l'accudisce. 
Per questo le auto. Vengono a visitarla, a trovarla per un'ultimo saluto, per curiosare, per vedere cosa vuol dire essere vicino alla fine. E scongiurarla per se stessi. 

Pensa che stronza la vita: a 60 anni molli tutto e tutti, vendi quello che hai, cambi nazione, cambi vita. Compri una casa, la sistemi, ti mantieni in forma facendo sport, lunghe passeggiate, mangiando sano, tagliando il prato, aiutando i muratori, rifacendo il tetto, il giardino, i muri, tutto. Finalmente finisci, te la godi due anni la nuova casa, da solo, senza nessun altro, senza legami, senza passato e senza storia.
E ti viene un cancro del cazzo.

Le cicale continuano a fare un gran casino, il vento soffia e noi facciamo anche la grigiata. 
Ma si sente che sta arrivando. Questione di ore, pochi giorni. 



giovedì 19 giugno 2014

Aggiornamento e sorrisi.

Aggiornamento freddo.
Siamo ormai giunti ben oltre la meta' di Giugno e il clima qui (per me) e' quello del nostro marzo. Ma il marzo pazzerello di una volta. Quello dove vai ancora in giro con la giacca.
Loro invece (gli autoctoni) sono in infradito. E ovviamente non mancano di deridermi bonariamente quando vedono tutti i miei strati durante la vestizione/svestizione per raggiungere o abbandonare un luogo. Ma io che devo fare se sento freddo?
Ma diamo a Cesare quel ch'e' di Cesare. Ci sono state delle splendide giornate. Fredde, ma splendide. Sono nati gli agnellini, sono anche cresciuti e li hanno pure macellati (buoni in effetti). I campi si sono riempiti di fiori tipici e il mio micro balcone e' diventato una selva. Si perche' sto tentando di far crescere dei pomodori in vaso. Un'autoctono mi ha detto che e' praticamente un successo se qui di sei piante mi crescera' un pomodorino raggrinzito. Vedremo.
Ad ogni modo per non farci abituare troppo alle splendide giornate di cui sopra, oggi il tempo fa schifo.
Lavoro.
Ovviamente non faccio quello che facevo prima, ma almeno porto a casa qualche soldino (come direbbe la mamma).
Ammetto di non essere affatto dispiaciuta per il cambio drastico. Non sento la mancanza dello stress, dell'ansia, del portarmi a casa le angosce lavorative, o meglio il classico "burnout" dei lavori inerenti al sociale. Sono probabilmente molto egoista in questo periodo della mia vita, ma devo dire che non me ne frega nulla. Mi sento molto rasserenata dal non dovermi piu' portare dentro quel gran peso.
Qui sull'isola la gente e' davvero cordiale. Non so se sia una facciata o se il fatto che "siamo tutti sulla stessa barca" valga sul serio (del resto quest'isola e' grande quasi come una barca). Devo ancora scoprirlo. Fatto sta che con me sono davvero tutti molto gentili. Sara' che noi italiani sorridiamo sempre, sara' che loro rispondono semplicemente al nostro sorriso.

PS: FORZA PIRLO!

sabato 22 giugno 2013

Boy Toy

Occhei, e' ufficiale. Il caldo e' finalmente arrivato. Il problema e' che la prossima settimana le previsioni hanno messo un tempo dimmerda. Ciononostante mi precipitero' in spiaggia ad ogni sprazzo di sole.
Dopo l'arrivo della liquidazione ho praticamente smesso di cercare lavoro. Non perche' io abbia ricevuto chissa' quanto, semplicemente perche' mi sono rotta le palle di fare colloqui vergognosi o leggere annunci ambigui. Ho deciso di lasciar passare l'estate e di ripensarci a settembre. Per inciso, con il mio tfr non mi ci pago nemmeno una vacanza di quattro giorni a Formello.
Stasera sono uscita con un'amica e abbiamo gironzolato tra negozi pronti per le aperture serali estive e caipiroske varie. Poi siamo andate a sentire suo fratello che suonava in una rock band di paese. E a parte il "cheffighiicomponentiventennidellaboybanddipaese" mi sono tracannata un bel po' di alcool. Non quello per fare i liquori. Tantomeno quello rosa per pulire i pavimenti. Qualche cocktail, qualche birra. Mi viene in mente "Cocktail", il film con Tom Cruise. Quanti anni aveva in quel film? 18? 20? Boh. Tipo i "componentifighidelgruppettodipaese", credo. Oh mio dio, sto seriamente pensando a dei ventenni come ad esseri sessualmente appetibili? Si. Dev'essere la crisi: colpisce ogni ambito.
Ma i boy toy quanti anni hanno? Devo assolutamente trovarne uno. Che cucini, passi l'aspirapolvere e che mi ricordi di chi e' il compleanno senza che debba ogni giorno andare a controllare su facebook.