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martedì 24 maggio 2016

Fame di tutto


Preambolo: ho ritrovato questa bozza di post e la ripropongo nuda e cruda. Credo volessi creare una sorta di diario che registrasse il mio tentativo di smettere di fumare. Solo che lo ho abortito in poche ore. 
Alla fine del post seguiranno gli aggiornamenti sulla mia condizione.


Gennaio circa, un giorno imprecisato, Estero.

Si perchè io sono una fumatrice veramente per bene. Nel senso che chiedo se il fumo della mia sigaretta disturba in luoghi pubblici, non fumo se so che verrò a contatto con bimbi piccoli o donne incinte, evito di spipacchiare come una turca in presenza di chi non fuma, non impazzisco se non posso fumare per qualche ora a causa di particolari divieti. Ma mi piace fumare, da matti e da quasi venti anni, passando attraverso varie fasi: dal pacchetto abbondante al giorno, fino allo stabilizzarmi sulle 10-12 "paglie".

Ed al momento sono 48 ore che non fumo. 
E per ora senza grandi sforzi di volontà. 
Si, devo ammettere che la mia fortuna è l'essere una ipocondriaca del cazzo e la mia crisi pneumogastrocardiostomorendo, non si sa da cosa causata, casca proprio a fagiuolo. Mi spiego meglio: verso fine novembre, intenta in una sessione di step estremo nella speranza di perdere 15 kg in un paio di giorni, d'un tratto sento una specie di "CLACK" nel mio stomaco, direi più che altro alla bocca del mio stomaco. E da quel momento ho questo imbarazzante problema che on line viene chiamato col nome di "fame d'aria". Sostanzialmente mi sembra di non riuscire a respirare fino in fondo, di dover sbadigliare per incamerare più aria possibile e più ci penso più la cosa peggiora. 
Ora: in rete si trovano solo info che rimandano a problemi di ansia, ma io scialaquo. Al momento sono un pascià. Checcazzo di ansia posso avere?
E poi io ho sentito il "CLACK" a farmi pensare possa essere qualcosa di meccanico accaduto dentro il mio corpo. 
Quindi salta fuori una possibile ernia iatale. Ovviamente non grazie a visite mediche le quali hanno solo "confermato" che potrebbe essere un problema di ansia. Semplicemente grazie al maledetto Google. 
Quindi mi dico: smetto di fumare perchè sto morendo. Questa la mia autodiagnosi. 

Aggiornamenti
24 Maggio 2016, Italia.

Sarà ansia, sarà ernia iatale, sarà la vecchiaia precoce che incombe a 34 anni. 
Fatto sta che ancora non sono morta, ogni tanto ho lo stesso problemino e ho pure ripreso a fumare (presumibilmente 20 minuti dopo l'inizio di questo post, in Gennaio). 
Per chi fosse interessato, secondo me è ernia iatale. Anche perché prima e dopo i pasti aumenta il problemino "fame d'aria". 
Il prima mi fa pensare d'essere il cane di Pavlov. 
Tant'è che sembra essersi lievemente placato, ma sempre in allerta. 
Forse è ansia. Forse no. Il medico mi dice di si. Io però una bella gastroscopia me la vorrei proprio fare. Ma lui dice che sono una paranoica. 
Per ora sopravvivo. 
Il fatto è che se avessi solo fame d'aria almeno sarei un'acciughina ora. E invece no. Io ho fame d'aria ma pure di cibo. Sempre.







domenica 27 dicembre 2015

Il parente di merda.

Dopo più di un anno rientro a casa per il matrimonio del fratello che si era da tempo dato per "sentimentalmente spacciato", ma che evidentemente "c'è speranza per tutti". 
Ed io sono felice? Oh certo che sono strafelice. Sono felicissima per lui, per la sua futura moglie che ancora non conosco, per il fatto che rivedrò dopo così tanto tempo i miei genitori. Sono così felice che non sto nella pelle. 
Ma?
Ma porcoggiuda sono la solita stronza egoista che si fa sopraffare dalle paranoie. Anziché pensare all'eccitazione che proverò nel vedere il mio fratellone preferito nel giorno che coronerà la sua nuova vita, anziché pensare a che gli sarò testimone di questo nuovo amore, anziché pensare che riabbraccerò i miei genitori (cioè: per il primo mese dopo la notizia è stato così in effetti) ... a checcazzo penso? "Minchia, i soliti zii stronzi mi faranno per l'ennesima volta qualche battutina stronza sul mio stronzissimo peso". 
Sì perché nella vita di ogni cicciottello/a c'è sempre il parente di merda che ti chiede se sei ingrassato/a prima di chiederti se stai bene. 
E io da brava ragazza da una vita in sovrappeso, non riesco a non fantasticare sui possibili modi di ucciderli moralmente con le mie taglienti e fulminee risposte. Che però non arrivano mai quando ti servono. Perché ogni volta resto di stucco ed imbambolata senza riuscire a proferire parola, lacerandomi il petto di dolore con un forte desiderio di sparire nel nulla. 
Ma come cazzo è che esistono ancora persone che rompono i coglioni a una 35enne, circa i centimetri di circonferenza dei suoi fianchi ridicolizzandola irrimediabilmente (spesso davanti ad altre persone) come se avesse 12 anni e di conseguenza umiliando e rendendo insignificante il suo essere cresciuta e donna? 
Ma soprattutto: come cazzo è che a quasi 35 anni, con una vita lontana, un compagno, un'esistenza adulta insomma, io riesca ancora a sentirmi una scialba merda insulsa, in grado di mortificarsi e piangere ancora come una bambina per parole sterili buttate al vento con scarsa empatia? 
Devo essere proprio una sociopatica sfigata. 
Mi sono detta: "ehi, brutta idiota che non sei altro! Smettila di fasciarti la testa prima del tempo con queste inutili scenate da <<oddio non riesco a respirare, mi manca il fiato, sto soffocando, morirò>>! Attendi di vedere com'è la situazione. Del resto potrebbero anche essere diventati tutti intelligenti e aver imparato non solo a farsi i cazzi propri, ma anche ad essere persone sensibili..... .... ... ..