domenica 8 marzo 2015

Più doppio????

È vero, sono una rompicoglioni. Parlo io poi che ogni tanto fatico ancora a non usare l'articolo determinativo davanti ad alcuni nomi propri di persona. Ma "doppio" o "più doppio" per indicare lo spessore di una qualsiasi cosa proprio non si può sentire. 

Doppio significa due volte. E ragionandoci posso anche arrivare a capire che con la tua frase "No, a me non piacciono le tagliatelle normali, preferisco quelle più doppie" intendessi dirmi che preferisci le pappardelle, ma non è più logico dire "No, a me non piacciono le tagliatelle normali, preferisco quelle più spesse"???? 
Non sarò una cima con l'italiano, ma 'sto modo di dire non l'ho mai sopportato e forse è anche grammaticalmente scorretto, ma in realtà non ne sono certa. Analizzando il significato del termine doppio, potrebbe avere un suo senso. 

Ma che senso dimmerda. 

Se poi  doppio viene accompagnato da più, lammerda raddoppia. È piùddoppia!

lunedì 2 febbraio 2015

Eco/bio/veggie/vegan PER FORZA.

Cheppalle.
Veramente, cheppalle! Facebook, instagram, twitter, youtube. Tutto è invaso da questa moda salutista/ecobio/vegan/veggie/muorisemangianimali/muorisemangiunbuondímotta. E stamane facevo una riflessione che ho poi postato su facebook (ma che evidentemente dati i miei contatti non ha riscosso molto successo): vegetariani, vegani! state distruggendo la tradizione culinaria regionale. Ora. Io non mi nutro di molta carne, prediligo i vegetali e in passato sono stata vegetariana per più di dieci anni. Ma adoro cucinare. Aaaamo stare ai fornelli, amo la panificazione, amo il cibo. E ultimamente leggo un sacco di posts del tipo: "ricetta delle lasagne con ragù di germogli di frutto del benessere del Nepal, alla bolognese", oppure "polenta e osei di tofu", o "tiramisù senza uova, senza latticini, senza zucchero". Eccheccazzo! Fattele 'ste cacate, ma smettila di postarle. E soprattutto smettila di continuare a mettere links in cui si elencano i 10 alimenti bianchi più nocivi per la salute, o che descrivono come sia migliore l'alimentazione di un vegetariano o ancora che raccontano passo passo le ricette della nonna deprivate del loro ingrediente principe: LO STRUTTO (si perchè la nonna un pò di strutto ce lo ficcava ovunque)!
Io non vado postando ricette alternative per fare il seitan in casa con la pancetta, o per preparare veganschnitzels di uova, formaggio e salsiccia. Non mi permetto nemmeno di prendere in considerazione le motivazioni che si celano dietro ad uno stile di vita, perché sono tutte personali ed intoccabili. Ma sta cominciando ad infastidirmi questo voler a tutti i costi essere "eco", "etici". Lo so anche io che il cibo biologico è qualitativamente migliore nonchè più salutare (ciao) del cibo da discount. Santo dio ho vissuto i migliori anni della mia vita con ortaggi coltivati e animali allevati nel rispetto della coltura biodinamica da mio padre in persona. Ed ora che vivo in questo paese di merda dove sa tutto di acqua e amuchina me ne rendo conto ancor di più. Perchè poi dal bio si sfocia subito nel veggie/vegan/rowfoodPerForza.
E a me, ha veramente fracassato le palle vedere gente che si mangia le peggio merde imbustate della coop da una vita o che non viveva senza grigliatona settimanale fino a ieri, diventare di punto in bianco vegan-tuttologi del cibo salutare perchè va di moda.
A me sembrano tutti un gregge di pecore (vegetariane).

lunedì 12 gennaio 2015

Recensioni.

Calma piatta sull'isola. Finalmente i teteschen sono tornati a casa loro (perchè questa è per loro un po' come per noi le nostre Capri o Elba) e io "patisco" la bassa stagione e mi "godo" un po' di relax. Troppe virgolette in un'unica frase. 
Ovviamente la tempesta continua. 
Stavo valutando il fenomeno youtube e le varie fashion guru che recensiscono prodotti di "schincherrr" come dicono loro. Io potrei aprire una rubrica e recensire maionesi. Perché io AMO la maionese e qua te la tirano dietro. Solo che mediamente qui va molto quella dolciastra mentre io adoro quella limonosa. Se le aziende mi inviassero aggratis maionesi da recensire ne sarei lieta. Oppure potrei recensire salviette umidificate che uso per pulire il culetto della cana. 

sabato 10 gennaio 2015

Storm 2.0

Bene, si preannuncia un altro week end di tempesta sull'isola. Ricordiamoci che ora ho la cana. Che quando deve fare la cacca durante una tempesta finisce sempre per perdere l'equilibrio causa folate di vento e pesta irrimediabilmente la sua santa merdina con le sue zampette maleodoranti. Si perché le puzzano le zampe di piedi. Di formaggio proprio. Per non parlare di quelle pieguzze che si ritrova sul muso tipiche dei bulldog francesi: gorgonzola allo stato puro. 
Sarebbe perfetta da posizionare sul centro del piatto da portata di una fumante polenta uncia. 
Ecco adesso diventerò monotematica come tutte quelle fashion bloggerzz che figliano e cominciano a parlare solo del loro pargolo, della vita da mamma, di pannoli e pappe. Si. Lo farò anche io. 


venerdì 9 gennaio 2015

Sono mamma!

Che figata la tecnologia. Mi era morto il mio vecchio Iphone e me ne sono presa uno nuovo. E quindi ora posso anche scrivere posts da questa macchinetta fichissima. In realtà credo avrei potuto farlo anche prima, ma lo schermino era troppo piccolo.
Essendo io un prototipo di umano che passa di palo in frasca svariate volte nel corso di una conversazione, non sarò da meno nemmeno qui.
Ho un cane. Cioè a casa mia in Italia ne ho diversi, rimasti con i miei genitori per questioni di taglie e spazio. Dopo svariato tempo passato a pensare al fatto che qua il tempo fa cagare 6.5 giorni su 7, che non c'è niente da fare, che d'inverno il sole sparisce alle 4 del pomeriggio e che la desolazione imperversa in ogni dove, è giunta una cucciola di bulldog francese ad allietare queste tristi giornate plumbee.
Mai scelta fu più sensata. Abbiamo svoltato. Al di là del fatto che è una presenza costante in mezzo alle palle da mattina a sera, è proprio simpatica. In passato ho avuto una bulldog inglese, ma questa zozzona è una forza della natura. Instancabile, rompipalle, dolce, frignona, cacona, scoreggiona, amorevole, attenta, bellissima, calda come un pigiamino di flanella.
Ne sono talmente innamorata che le dico di averla partorita io stessa.
L'unico inconveniente (a parte le puzzette) è che si mangia un bel pò di cacche in giro e si è presa la giardia. Parassita merdosissimo, ma che abbiamo debellato (a fatica). 


sabato 18 ottobre 2014

Anima fragile (credits Vasco)

E la vita contiii....nuá dice Vasco Rossi.
Anche se a me Vasco Rossi fa un pò cagare. Ma soprattutto al momento mi fa cagare questa vita mediocre, alla quale mi accodo senza troppe pretese perché troppo pigra ed esausta per tentare (invano) alcun misero cambiamento. "E allora checcacchio vuoi?" mi dico io? Ma niente, non voglio proprio niente. No, cazzata. Vorrei vegetare sul divano fino ad esalare il mio ultimo respiro, circondata solamente degli affetti più cari: birra, cibo fritto precotto surgelato, maionese, nutella per spezzare la monotonia del salato e una sigarettina per digerire. E da capo. Ovviamente avrei bisogno di Netflix. Maledetto Netflix è diventato una droga. Tu gli chiedi qualcosa e lui ce l'ha. Mi sono addirittura rivista quella trashata di "teeth" (se volete vedervi un film veramente trash su una con la vagina dentata, cercatelo: è tremendo).
Sto divagando per non ammettere che mi viene da vomitare in questi miei panni. Soprattutto se penso che tanto ormai nessuno mi salverà mai più. 
Comunque due canzoni di Vasco le adoro: la nostra relazione e anima fragile. E la seconda mi riporta alla mente quanto ero fica e tosta a 18 anni. E che a 18 anni non tornerò mai più.

lunedì 22 settembre 2014

Mai abbassare la guardia

Io ci stavo bene a casa mia. Beh, a casa dei miei. Con i miei.
E invece mi sono detta che ormai era ora di fare un passo in avanti, di smettere di avere sempre paura delle persone e di cominciare finalmente a considerare l'eventualita' di tornare ad avere fiducia in qualcuno. Del resto dopo sei anni uno si fa una vaga idea se di una persona si puo' fidare o meno, no? Cazzo, mica si tratta di sei mesi. E invece SBAM!
"Brutta cogliona, cosa hai abbassato a fare la guardia?".
"Chi e'? Chi sei?".
"Come chi sono, razza di idiota. Sono la tua autostima".
"Ah, perche', ci sei anche?".
"Si, imbecille. C'ero. Ora mi ti sei giocata come ad una mano a bestia. Hai puntato troppo e hai perso troppo. Io ti avevo detto di non fidarti, ma tu invece hai fatto di testa tua <<perche' cicci' e cocco', ho bisogno di fidarmi di nuovo di qualcuno, in fondo questo e' a posto>> e adesso non solo sei al punto di partenza, ma sei anche nuda come un verme! Arrangiati, ti avevo detto di non fidarti di nessuno, ora sono affari tuoi".
"Ma io adesso come faccio?".
"... ... ...".
Si perche' bene o male e' questa la conversazione che ho nella mia testa tra me e me.
Esistono persone che dicono di avere poca autostima, poca fiducia nel prossimo e verso se stesse, ma che tutto sommato si comportano in modo tale da stare bene e sbattersene in generale un po' di tutto e tutti.
Esiste poi quella categoria di persone che non sbandiera ai quattro venti le proprie debolezze, ma che in effetti conduce un'esistenza faticosa, all'insegna del pessimismo, della negativita', della sfiducia e della paura. Il piu' delle volte non credo che nascano cosi'...come dire, sfigate. E' che ci diventano per una serie di motivi e cause concatenate che le portano inevitabilmente a patire il vivere. Poi 'sti sfigati incontrano qualcuno. Eh, per forza. Prima o poi la incontrano l' agognata "anima gemella". Ma soffrono. Soffrono perche' hanno paura. Perche' non si fidano. Perche' non credono in se stessi. Perche' sono stati tante volte feriti, abusati, violentati, mangiati, picchiati, derubati, sporcati, spogliati, disprezzati. Fino a quando decidono che e' giunta l'ora di riemergere, perche' ormai sono "grandi" e sicuramente alla prossima inculata avranno le spalle abbastanza larghe da farsi scivolare tutto e ricominciare da capo. E invece succede di nuovo. Ferite, abusi, violenze, morsi, percosse, scippi, sporcizia, denudamenti, disprezzamenti. Un deja vu. E si sentono mancare la terra sotto ai piedi, perche' si rendono conto tutto d'un tratto che le spalle non ce le hanno affatto larghe. Che sono di nuovo da soli a soffrire e rimuginare, aspettando semplicemente che quella tenia cominci a divorarli da dentro, sperando solo di scomparire il piu' velocemente possibile.

Poi arriva l'incertezza. Perche' quando svanisce l'effetto del trauma iniziale ci si prova razionalmente a domandare se in parte non sia tutto dovuto alle proprie ataviche problematiche. Ma resta un'incertezza. E se non vuoi buttare via tutto, con l'incertezza ci devi convivere. E decidi che vale la pena di stare li a tormentarti per chissa' quanti altri mesi o anni, cercando con fatica di ricominciare tutto dall'inizio e pregando di non essere di nuovo inculato. O di non esserlo mai stato.